Cosenza: la Via Crucis


Sono stati oltre 5000 i fedeli che hanno seguito a Cosenza la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo, il rito con cui la Chiesa Cattolica commemora e ricostruisce il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocefissione sul Golgota. Prima di ripercorrere il cammino di una storia vissuta oltre 2000 anni fa, nel Duomo di Cosenza una solenne celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Mons. Salvatore Nunnari, ha introdotto il difficile cammino esistenziale di ogni credente verso la purificazione dal peccato e l’inizio di una nuova vita annunciata dal Cristo Risorto. Di particolare impatto emotivo è stata l’adorazione della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, rappresentata dalla preziosa stauroteca, portata per l’occasione in Cattedrale. Poco dopo nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Teresa, si sono riunite tutte le comunità parrocchiali della città di Cosenza. E’ partita così la via Via Crucis cittadina: dietro la Croce ed in testa alla processione, S.E. Mons Nunnari ed il Sindaco della città, Mario Occhiuto. E poi un lungo serpentone di fedeli che lungo il percorso è andato via via aumentando. Quattordici stazioni che hanno attraversato il centro della città Bruzia. Ogni stazione è stata accompagnata da momenti significativi dei racconti evangelici e da pagine di riflessione sul significato del percorso compiuto da Gesù Cristo per la redenzione dell’Umanità. Una folla immensa, composta e commossa, ha attraversato le strade della città per commemorare il più grande evento del Cristianesimo: la Passione e la Morte di Gesù Cristo. La processione si è conclusa davanti alla Chiesa di San Nicola con l’omelia del Vescovo. Tanta stanchezza e commozione nei fedeli, ma anche tanta speranza: la speranza di redenzione che l’Arcivescovo Mons. Salvatore Nunnari ha consegnato al popolo con l’ultima benedizione e con l’annuncio della Pasqua imminente. Pasqua è passaggio, rinnovamento, rigenerazione: un miracolo che da più di 2000 anni compie il Cristo Risorto e accompagna la storia dell’Uomo. E’ stata una Via Crucis molto emozionante quella di quest’anno, che ha visto tanti volti pieni di speranza e pur nella difficoltà del momento attuale, ha acceso e riscaldato i cuori dei cosentini. “Se crediamo nella Croce, crediamo nella vittoria”. Le parole di Mons. Nunnari, pronunciate con forza e determinazione, sono rivolte a tutti i fedeli, alle istituzioni, a quanti vivono momenti di difficoltà ma soprattutto ai giovani che non devono trovare “un muretto su cui sedersi”, ma devono affrontare la vita con impegno e determinazione. Le celebrazioni della settimana Santa proseguiranno fino alla Resurrezione di Cristo, il nuovo Giorno: quello che la Chiesa chiama l’ottavo, il giorno in cui confluiscono e si compiono i sette giorni della Creazione. L’otto nella tradizione rappresenta l’equilibrio cosmico, la via di mezzo tra il quadrato ed il cerchio, fra la Terra ed il Cielo e nel Cristianesimo rappresenta il giorno della salvezza, annuncia l’era futura, la Resurrezione di Cristo e la rinascita di ogni Uomo.

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