Cosenza: il campo dei nomadi sul Crati devastato da un incendio


Le fiamme si sono levate alte, visibili da gran parte della città. Era notte fonda e solo per un caso fortuito non ci sono state vittime. Ma almeno una trentina delle baracche di legno e cartone del campo Rom che sorge sulle sponde del fiume Crati, a Cosenza, sono andate distrutte. I Vigili del Fuoco hanno lavorato alacremente, per ore, per mettere l’area in sicurezza. Eppure, dicono gli inquirenti, si sarebbe trattato solo di un incidente. L’incendio sarebbe stato provocato, probabilmente per errore, proprio da qualche abitante del campo. Poi, vista la consistenza delle baracche, si sarebbe propagato in un attimo. La polizia ha però fermato una persona, già colpita da ordine di espulsione. Il Comune di Cosenza ha immediatamente interessato la Protezione Civile e le associazioni di volontariato per organizzare una rete di assistenza per gli sfollati, tra cui ci sono molti bambini. Il Comune ha già, da mesi, un progetto per il recupero dell’area e la costruzione di un villaggio dedicato proprio ai nomadi. Ma loro vogliono restare qui e, nel loro italiano stentato, lamentano che le forze dell’ordine non li fanno entrare nell’area dell’incendio per recuperare ciò che ancora potrebbe essere utile. Già a febbraio ci fu un altro incendio nel campo. Adesso è il caso, davvero, che si prenda qualche provvedimento per la sicurezza di tutta l’area.

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