Cosenza: il Consiglio comunale affronta i rilievi della Corte dei Conti

Su convocazione del Presidente, Luca Morrone, è tornato a riunirsi il Consiglio Comunale di Cosenza. All’ordine del giorno il punto rinviato nella precedente seduta relativo ai rilievi della Corte dei Conti, dopo l’esame del Bilancio Consuntivo 2010. A prendere la parola è l’Assessore Luciano Vigna che, con molta franchezza, spiega che non si tratta solo di rilievi: la Corte dei Conti ha lanciato al Comune anche un avvertimento: qualora i correttivi richiesti dovessero risultare inadeguati, i giudici contabili trasmetteranno tutto al Prefetto per la verifica e l’avvio delle procedure di dichiarazione del dissesto finanziario. Un quadro piuttosto critico, anche se l’assessore Vigna esprime un cauto ottimismo, forte anche dei correttivi messi in atto per fronteggiare le 15 richieste della Corte dei Conti. L’assessore Vigna, nella sua relazione, precisa che le previsioni, nel 50% dei casi, sono già state trasformate in azioni e il Comune di Cosenza è sceso a tre per quanto riguarda gli indicatori di deficit. Nel bilancio non ci sono più entrate fittizie, ma tutte somme riscuotibili. Inoltre, per quanto riguarda i residui passivi, l’amministrazione comunale ha stralciato 20 milioni di debiti ormai prescritti. Se il Comune eviterà il dissesto, prosegue l’assessore Vigna, potrà valutare se accedere al predissesto previsto dal decreto Salva Italia, che consiste in 7 milioni di euro, con un piano di riequilibrio quinquennale. Il Consiglio comunale ha preso atto dei rilievi della Corte dei Conti ed ha condiviso la relazione dell’assessore Vigna con 19 voti a favore e 5 astensioni. Si sono astenuti i consiglieri Mimmo Frammartino, Giovanni Perri, Roberto Sacco, Giuseppe Mazzuca e Sergio Nucci, che non hanno condiviso l’abbandono dei lavori, dopo il suo intervento, dell’ex sindaco Salvatore Perugini. Per quanto riguarda il secondo punto all’ordine del giorno, riguardante il campo Rom, la discussione è stata rinviata al 29 ottobre, data in cui saranno presenti in aula anche il Vescovo ed il questore.

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