Cosenza: furto e riciclaggio di rame, arresti e sequestri


Era una vera e propria organizzazione dedita alla ricettazione e al riciclaggio di rame rubato, quella che è stata smantellata dalla polizia e dal Corpo Forestale dello Stato. La procura di Cosenza ha disposto gli arresti domiciliari per 4 persone. Altre 9 sono soggette ad obblighi o divieti di dimora e ad obblighi di presentazione alla polizia. L’operazione, denominata “Black Out”, ha interessato, in particolare, tre società di autodemolizione, una di Cosenza, una di San Pietro in Guarano e una di San Pietro Lametino, che si sarebbero dedicate, assieme, alla ricettazione e al riciclaggio di rame di provenienza furtiva, reimmettendolo nel circuito legale e vendendolo ad aziende del Nord. Agli indagati sono contestati anche i reati di traffico illecito di rifiuti e di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione. L’inchiesta è iniziata nell’autunno del 2014, a seguito di numerose interruzioni dell’energia elettrica e delle comunicazioni telefoniche. Infatti le vittime dei furti di rame sono soprattutto Enel, Ferrovie dello Stato e Telecom Italia. Addirittura, in un caso, per un furto di rame, dovette rimanere chiusa per tre giorni la linea ferroviaria Cosenza-Paola. Polizia e Corpo Forestale hanno appurato, con appostamenti ed intercettazioni, che il rame rubato veniva ricettato nel cosentino, per poi essere trasferito, mischiato a carichi di gomme o materiali ferrosi, nel lametino, dove veniva riciclato. Il giro d’affari è stato stimato in oltre 1.500.000 di euro.

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