Cosenza: furti d’auto e moto e “cavallo di ritorno”, 7 arresti

“Stasera andiamo a cena fuori”: questa la frase in codice che dava il via al furto delle auto. Per questo l’operazione è stata chiamata “Dine Out”. Auto e moto venivano rubate a Cosenza e a Rende o erano “acquisite” da altri ladri. Poi scattava la classica telefonata, il cosiddetto “cavallo di ritorno”, per chiedere un riscatto. Il prezzo era perfino trattabile e dipendeva dal tipo di auto. In un caso, sono stati chiesti 2700 euro per riavere il mezzo. Oggi i carabinieri hanno eseguito 7 arresti e un obbligo di firma. Le accuse, rivolte a facce note della città, tra cui due donne, sono di estorsione, ricettazione, false dichiarazioni e favoreggiamento personale. Le indagini sono iniziate nell’ultimo trimestre del 2014. E’ stato appurato che venivano utilizzate delle cabine telefoniche per chiedere il riscatto. In un caso, sull’auto rubata c’erano delle attrezzature elettromedicali, per le quali è stato chiesto un riscatto a parte. Spesso erano le donne del gruppo ad effettuare le telefonate, accompagnate da un bambino, per non dare nell’occhio e non subire controlli. Dopo la seconda telefonata, se non si concludeva l’accordo, i contatti venivano interrotti e le auto venivano bruciate o smontate a pezzi. Sottolineato che i carabinieri hanno lavorato senza aver mai avuto aiuto da parte delle vittime.

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