Cosenza: estorsioni, rapine e intimidazione a carabiniere, arresti a Corigliano Calabro


Martellate sulle mani, botte e minacce. E’ uno spaccato di estrema violenza, quello che emerge dalle intercettazioni dell’operazione “Il Tribunale”, effettuata oggi dai carabinieri a Corigliano Calabro. Le indagini, coordinate dalla Procura di Castrovillari, hanno fatto luce su estorsioni e furti compiuti tra il 2013 e il 2014. E si è scoperto che a Corigliano ci sono due gruppi criminali tra loro contrapposti: quello del centro storico, egemone, oggi destinatario di 14 ordinanze cautelari, che lotta contro le nuove leve dello Scalo. Istituito un vero e proprio “tribunale”, che processava chi compiva reati senza l’autorizzazione dei “capi”. Le rappresaglie potrebbero essere iniziate quando un parente di Filippo Solimando, presunto capo del gruppo, ha subito un furto nel suo appartamento. Ma vittima di una pesante intimidazione è stato anche un carabiniere che indagava sul caso. “Ci stiamo finalmente riappropriando del territorio”, dicono gli inquirenti. Che sottolineano come, dalle intercettazioni, emergano anche inquietanti fenomeni di estorsione a danno di diversi imprenditori, che hanno subito anche per 10 anni, pagando e mai denunciando. Sottolineato il caso di un benzinaio, che aveva appaltato dei lavori in Toscana. “Noi abbiamo una ditta a Prato che da tempo non riesce a lavorare – gli viene detto – vedi se gli puoi dare una mano così lavori tranquillo pure tu”.

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