Cosenza: chiesto che il centro storico sia protetto dall’Unesco


Il centro storico patrimonio dell’umanità. Un sogno che ha spinto Enzo Bilotti, mecenate e creatore del museo all’Aperto di Cosenza, a scrivere direttamente al Presidente della Commissione Nazionale Unesco, nonché rettore dell’Università Iulm di Milano, Giovanni Puglisi. E a quanto pare l’organismo delle Nazioni Unite avrebbe mostrato un discreto interessamento verso la proposta, anche se l’iter per entrare nell’esclusivo “club”, che ancora non include località calabresi, si presenta certamente lungo e complesso. Bilotti, nella sua missiva, sottolinea che Cosenza dispone di almeno tre peculiarità che la rendono unica: il Museo all’Aperto, con le sue diciotto sculture di arte contemporanea firmate, tra gli altri, da Dalì, De Chirico e Manzù; il centro storico, con la sua cattedrale, recentemente inclusa tra i beni protetti come “patrimonio e testimone di cultura di pace”; e poi il castello svevo-angioino, con le sue splendide torri ottagonali. Tutti elementi unici e caratteristici. E se Cosenza dovesse raggiungere questo traguardo, potrebbe catapultarsi su scenari molto interessanti, anche e soprattutto dal punto di vista economico: il riconoscimento di patrimonio dell’umanità rappresenta di per sé un enorme valore, ma si avrebbe anche la possibilità di ottenere l’intervento dell’Unesco per la valorizzazione e la manutenzione dei siti storici e d’arte.

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