Cosenza: Carabinieri, due operazioni sul tirreno cosentino

Due brillanti operazioni sono state portate a termine dai Carabinieri sul tirreno cosentino: si tratta del fermo di due rapitori e violentatori e dell’arresto di due persone che gestivano un arsenale del clan Muto. Nel primo caso, a Scalea i militari hanno fermato due giovani romeni di 24 e 34 anni, con l’accusa di aver rapito e costretto alla prostituzione una connazionale di soli 17 anni. I due sono Valentin Gazda e Costantin Sorin, incensurati. La ragazza, che è anche madre di un bimbo, era stata rapita a Barletta e portata in Calabria, dove era stata rinchiusa in un appartamento utilizzato per le vacanze estive. I carabinieri, dopo il racconto della giovane, hanno fatto irruzione nell’appartamento, trovando diverso materiale pornografico. I due giovani romeni avevano già preparato i bagagli per fuggire. Nel secondo caso, sono stati i militari della Compagnia di Paola che, nel corso di un controllo, hanno arrestato due persone, padre e figlio, per possesso di armi. I due sono Franco e Pierfrancesco Pinto, di 52 e 20 anni, pregiudicati e ritenuti affiliati alla potente cosca Muto della ‘ndrangheta, egemone nella zona. Trovate 5 pistole, alcune con matricole abrase, e un fucile a canne mozze calibro 12. Tra le pistole anche una Parabellum e una 357 Magnum, di fabbricazione israeliana. Tutte le armi erano in buone condizioni e nascoste vicino alla casa dei due arrestati. Sequestrati anche 10 grammi di cocaina, divisa in dosi, e un bilancino di precisione, oltre a vario munizionamento per le armi.

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