Cosenza: caporalato, scoperte due organizzazioni tra Calabria e Basilicata

Gli imprenditori chiamavano “scimmie” i migranti che venivano pagati 10 euro al giorno oppure 80 centesimi per ogni cassetta di frutta raccolta. Ci sono storie di miseria e di sfruttamento, dietro l’operazione “Demetra”, dal nome della dea dell’agricoltura, condotta dalla Guardia di Finanza tra le province di Matera e di Cosenza e coordinata dalla Procura di Castrovillari. Scoperte due diverse organizzazioni che operavano nel “caporalato”, a volte collaborando tra di loro. Sono sessanta le persone coinvolte nell’inchiesta, partita nel 2017. In 14 sono finiti in carcere, 38 ai domiciliari e per altre 8 persone è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra gli arrestati anche un dipendente comunale di Corigliano Rossano che favoriva falsi matrimoni tra migranti. La Guardia di Finanza ha anche sequestrato 12 aziende agricole in Basilicata e 2 in Calabria.

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