Cosenza: auto rubate, ripulite e vendute in Bulgaria, tre denunce

La procura di Cosenza ha emesso l’avviso di conclusione indagini per tre persone di Cosenza, indagate per falso, truffa e riciclaggio. Si tratta di S.S., 34 anni, imprenditore agricolo, N.C., 57 anni, e N.M., 38 anni, questi ultimi proprietari di due diverse agenzie di pratiche auto. Secondo le indagini, esperite dalla polizia stradale, i tre avrebbero avuto un ruolo fondamentale nell’esportazione di un’auto, una Nissan, in Bulgaria. L’episodio, secondo le indagini, ancora in corso, potrebbe non essere isolato e riguarderebbe diversi mezzi di lusso, rubati in Italia, ripuliti dal punto di vista dei documenti e inviati a Sofia. La polstrada avrebbe accertato che S.S., entrato in possesso di una carta d’identità emessa dal Comune di Lattarico, ma smarrita dal suo legittimo intestatario, l’avrebbe falsificata, sostituendo la foto originale con quella di una donna ma inserendo i dati del proprietario dell’auto presa di mira, un uomo, che era ignaro del raggiro ordito ai suoi danni. Si sarebbe poi recato presso i carabinieri di Montalto Uffugo, presentando una denuncia di smarrimento del certificato di proprietà dell’auto, che avrebbe dichiarato come sua. Certificato che, come accertato, è invece regolarmente in possesso del legittimo proprietario dell’auto. Poi, con la denuncia, in collaborazione con N.M., ha richiesto la radiazione del veicolo dagli archivi della Motorizzazione. Operazione effettuata presso l’agenzia di N.C., che era in possesso di uno speciale collegamento telematico necessario per l’operazione. I due avrebbero anche omesso di conservare una copia dei documenti, come previsto dalla legge. N.C., saputo dell’indagine in corso, avrebbe poi ulteriormente modificato i dati forniti al servizio telematico, nel tentativo di inquinare le prove e rallentare gli accertamenti. “Cosenza si conferma al centro di un vasto traffico di auto di lusso tra l’Italia e Sofia”, ha detto Antonio Provenzano, comandante della polizia stradale di Cosenza. “Oltre all’esperienza maturata dai cosentini in questi reati – sottolinea Provenzano – voglio denunciare come, a seguito di una nostra precisa richiesta d’informazioni, la polizia bulgara ci abbia risposto, per iscritto, che non rilascia informazioni di nessun tipo su cittadini bulgari”. “La cosa ci ha davvero sorpreso, oltre che amareggiato – ha detto Provenzano – e ci costringe a dover impegnare molte più forze ed energie in un’indagine che si sta rivelando molto complessa”.

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