Congo: Padre Fedele non si arrende e scrive ai politici calabresi


“Adesso sono in Congo. Ma a 20 km da Brazzaville ci sono i guerriglieri. Qui ci dicono che non si puo’ stare. Credo che prima di fine mese ritornero’ in Italia”, dice Padre Fedele Bisceglia, che si trova in Africa. Oggi l’ex frate, condannato per violenza sessuale ai danni di una suora, ma che si e’ sempre dichiarato innocente e vittima di un complotto, ha scritto una lettera aperta al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, al presidente della provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. “L’ho inviata ai giornali calabresi e alle televisioni”, dice Padre Fedele telefonando dall’Africa, dove e’ in missione presso una clinica in costruzione, una delle sue ultime opere. “Nella lettera chiedo che siano sospese tutte le rette che si pagano per mantenere i poveri dell’Oasi Francescana. Gia’ prima di Natale avevo denunciato quanto sta accadendo nell’Oasi, chiedendo di ritirare il contributo di novemila euro per i pranzi natalizi che si sarebbero svolti nella struttura, contributo erogato dal comune”, dice Padre Fedele. Che si scaglia contro i vertici dell’Oasi Francescana, che in realta’ adesso ha cambiato nome e si chiama Casa di San Francesco d’Assisi. “Il direttore dell’Oasi guadagna 99.700 euro all’anno. Non e’ lecito foraggiare con continui contributi l’Oasi Francescana, che deve invece sostenersi con la generosita’ dei cosentini”, dice Padre Fedele. Che scrive nella sua lettera: “Caro sindaco Occhiuto, se vuoi veramente incontrare i poveri della citta’, non partecipare ai pranzi dell’Oasi, ma chiama il mio collaboratore, Giovanni Valentino, che ti portera’ dove dormono i poveri e dove ogni sera si reca per portare coperte e viveri che i buoni cosentini consegnano a “Il paradiso dei poveri”. Gli attuali amministratori dell’Oasi Francescana, che conosco molto bene, non li ho mai visti avvicinare i veri poveri”.

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