Celico: il ponte che fa paura, ma per l’Anas non c’è pericolo


Lo diciamo subito: secondo i tecnici dell’Anas questo viadotto, il Cannavino, sulla statale 107, nei pressi di Celico, è sicuro. E quindi si può percorrere con tranquillità. Ma lasciateci lo stesso la libertà della nostra ansia. Che è quella di chi lo osserva, questo ponte. E vede che tutto sembra reggersi come un gioco di costruzioni, come quelle con cui giocavamo da bambini. E il pezzo centrale di tutto questo grande “Lego” pende. Sarà solo un effetto ottico? Sarà… ma, nel tempo, l’avvallamento, che ben si avverte semplicemente passando sopra il ponte, è aumentato. E, a ben vedere, da sotto spunta anche qualche ferro arrugginito. Per l’Anas “non è a rischio crollo”, anche se si ammette che “presenta un’accentuata flessione in corrispondenza delle travi tampone”. La struttura è controllata con sistemi automatici che consentono l’analisi delle deformazioni dell’opera. Sono state anche eseguite delle prove di carico statiche e dinamiche e vengono periodicamente eseguiti dei rilievi topografici. E l’Anas ha fatto anche sapere di aver messo a disposizione un milione e mezzo di euro per la manutenzione del manufatto. I lavori dovrebbero iniziare l’anno prossimo, prima dell’estate. Ma la gente ha paura, visto che questo viadotto, sulla strada che collega Cosenza a Crotone, passando per la Sila, è davvero molto trafficato. E la Protezione Civile attende risposte. Da luglio. Il sindaco di Celico cerca di tranquillizzare la popolazione. La nostra ansia resta. Anzi, si accentua, se ricordiamo che questo ponte fu già luogo di una tragedia: nell’agosto del 1972, durante i lavori di costruzione, lo spostamento di un pilone provocò il crollo parziale dell’opera e la morte di quattro operai. Non possiamo che augurarci che l’Anas abbia ragione.

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