Catanzaro: rifiuti, denunce in tutta Italia e sequestri per 90 milioni

La Guardia di Finanza di Catanzaro ha sequestrato beni mobili ed immobili per 90 milioni di euro nei confronti di imprenditori che operano nel settore della gestione dei rifiuti e dei vertici dell’Ufficio del Commissario per l’Emergenza Ambientale della Regione Calabria. Nell’inchiesta sono coinvolte sei persone, accusate di sottrazione fraudolenta di imposte. I finanzieri hanno scoperto che tre imprenditori, titolari della società che gestisce la discarica di Alli di Catanzaro, avevano costituito alcune nuove aziende per evitare di pagare le imposte all’erario. Alle nuove società venivano ceduti crediti e attività da svolgere, mentre i debiti restavano alle vecchie aziende. Alle nuove società l’Ufficio del Commissario per l’Emergenza Ambientale avrebbe liquidato impropriamente ingenti somme di denaro. Indagato l’Assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, in qualità di ex sub commissario delegato per l’emergenza ambientale. Coinvolto anche l’attuale commissario, Graziano Melandri. A Pugliano viene contestato di aver emesso una serie di ordinanze con le quali ha liquidato, alla società che gestisce la discarica di Alli, la somma complessiva di 1.642.000 euro. Al commissario Melandri viene contestato invece di aver emesso quattro ordinanze con le quali ha liquidato, sempre alla stessa società, la somma complessiva di 1.335.000 euro. Nell’inchiesta è coinvolto anche Domenico Richichi, funzionario dell’Ufficio del Commissario. I tre imprenditori coinvolti nelle indagini sono i veneti Stefano Gavioli e Loris Zerbin e il brindisino Giovanni Faggiano.

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