Catanzaro: rapporto Bankitalia, Calabria sempre più in crisi

E’ del 37,6% il tasso di occupazione in Calabria, rilevato nel primo semestre del 2014, che si attesta su un dato inferiore di 18 punti rispetto alla media nazionale. Lo attesta Bankitalia nell’aggiornamento congiunturale sull’economia della Calabria. Nella prima fase del 2014, secondo quanto emerge dall’aggiornamento, è proseguita la fase negativa dell’economia regionale caratterizzata dalla debolezza della domanda e dalla limitata propensione ad investire delle imprese. I lievi segnali di stabilizzazione, registrati tra la fine del 2013 e gli inizi dell’anno in corso, si sono rivelati effimeri e la situazione, anzi, è ulteriormente peggiorata. Dall’indagine emerge, inoltre, che il calo del tasso di occupazione riguarda maggiormente la componente femminile (-4%) rispetto a quella maschile (-2,4%), con una flessione concentrata soprattutto sui lavoratori autonomi, mentre il dato dei lavoratori dipendenti è rimasto pressoché invariato. A risentire di più delle perdite di posti di lavoro sono i settori dei servizi e delle costruzioni. Lieve recupero, invece, nell’industria in senso stretto. Inoltre, nei primi sei mesi del 2014, in Calabria, si è registrato un calo dell’export pari al 7,5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. La riduzione del comparto, che vale l’1% del pil regionale, ha riguardato sia le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea, sia quelle verso il resto del Mondo. Brutte notizie, in questo ambito, per uno dei comparti più rilevanti per l’export regionale: quello dei prodotti alimentari, che ha subito una flessione del 10,6%, dopo essere cresciuto significativamente l’anno scorso. Recupero, invece, per le esportazioni di prodotti chimici e macchinari. Diminuite dell’8,6%, nello stesso periodo, le importazioni. Ed è ancora negativo il quadro congiunturale nel settore delle costruzioni in Calabria. Il 56% per cento delle aziende ha dichiarato che il valore della produzione del 2014 sarà inferiore a quello dell’anno precedente, contro il 12% che ha segnalato un aumento. In calo anche il saldo degli operatori del terziario privato: -6,9% rispetto al periodo corrispondente del 2013 e -5,1 nel primo trimestre. Più pesante il bilancio per le imprese della piccola e media distribuzione. Sembrerebbe essersi arrestata la flessione delle immatricolazioni di automobili: il numero di vetture tra gennaio e settembre del 2014 è diminuito dello 0,3% in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente, un andamento tuttavia in controtendenza rispetto al lieve aumento registrato nel resto del Paese (1,3% nel Mezzogiorno e 3,6 in Italia). Ed è anche diminuita del 2,6% la movimentazione dei container nel porto di Gioia Tauro tra gennaio e settembre 2014. Nei primi nove mesi dell’anno la movimentazione complessiva è stata infatti pari a circa 2,3 milioni di Teus (Twenty feet Equivalent Units), in riduzione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. E veniamo al turismo: nei primi otto mesi del 2014, i pernottamenti di viaggiatori stranieri in Calabria sarebbero diminuiti del 2,3 per cento in confronto al medesimo periodo del 2013, mentre sarebbero aumentati nel resto del Mezzogiorno e rimasti pressoché stabili a livello nazionale(rispettivamente 8,0 e -0,1 per cento). Sempre dall’indagine della filiale calabrese di Bankitalia, che cita dati Assoaeroporti, da gennaio a settembre 2014 il transito di passeggeri su voli commerciali negli aeroporti calabresi è aumentato del 5,7 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente; in particolare, il numero di passeggeri è cresciuto sui voli nazionali (7,8 per cento), mentre è calato sui voli internazionali (-4,1 per cento). La dinamica positiva osservata a livello regionale è riconducibile all’andamento dello scalo di Lamezia Terme (10,0 per cento), a fronte di una riduzione del traffico a Reggio Calabria (-5,6 per cento) e dell’inattività, durante i mesi considerati, dell’aeroporto di Crotone. E non si allenta l’effetto negativo della crisi economica anche sul mercato del credito in Calabria: a giugno i prestiti bancari erogati al settore privato non finanziario in Calabria sono diminuiti dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un dato in linea con quello dei trimestri precedenti e lievemente più contenuto rispetto alla media nazionale. Per i primi 5 gruppi bancari nazionali il calo dei prestiti è stato più accentuato rispetto a quello delle altre banche (rispettivamente -2,2 e -1,5% a giugno). Inoltre, la riduzione ha interessato sia le famiglie consumatrici (-1,7%) sia, in maniera leggermente più marcata, le imprese (-2,1%). Sempre più proibitivo, secondo quanto emerge dall’indagine, il costo dei finanziamenti a breve termine alle imprese, che è salito a giugno di 5 decimi di punto rispetto al mese di dicembre, portandosi al 9,3% malgrado la lieve riduzione a livello nazionale. L’aumento dei tassi è stato più accentuato per le imprese medie e grandi e, tra le principali branche di attività, per quelle delle costruzioni. I tassi di interesse applicati ai prestiti a più lungo termine sono scesi, di contro, di un punto percentuale (al 5,2%) rispetto al dato della fine del 2013. In giugno, i prestiti erogati alle famiglie consumatrici da banche e società finanziarie sono diminuiti del 2,7 per cento: erano in diminuzione del 3,0 per cento a dicembre 2013. Il credito al consumo ha registrato un calo del 4,5%, in linea con il dato della fine dello scorso anno. La componente erogata dalle finanziarie, in calo a partire da settembre 2013, è stata interessata da un’ulteriore flessione, più intensa rispetto a quella riconducibile alle banche (rispettivamente -5,8 e -3,15%). E crescono, in Calabria, le sofferenze bancarie: nei dodici mesi terminanti a giugno 2014 il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è stato pari al 4,6% (4,3 alla fine del 2013), un valore superiore di circa due punti percentuali alla media nazionale.

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