Catanzaro: ‘ndrangheta, operazione “Borderland”, decine di arresti


Avevano messo le mani sugli appalti pubblici, le cosche dei Trapasso di San Leonardo di Cutro e dei Tropea-Talarico di Cropani Marina, che oggi hanno subito un duro colpo: 46 gli arresti eseguiti dalla polizia con l’operazione denominata “Borderland”, disposta dalla DDA catanzarese e che ha visto impegnati più di 250 agenti. Altre due persone sono al momento ricercate. In manette anche il vice sindaco di Cropani, Francesco Greco, 53 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Sarebbe stato eletto proprio grazie ai voti delle cosche, nel 2014. Il potente sodalizio criminale, dedito all’attività usuraria e all’esercizio abusivo del credito, vessava, con continue estorsioni, gli imprenditori che operano tra Crotone e Catanzaro. Il gruppo era pure riuscito a prendere il controllo di importanti villaggi turistici, condizionando, di fatto, l’economia locale, grazie ad una vera e propria “occupazione militare” del territorio ed utilizzando una fitta rete di fiancheggiatori e favoreggiatori. E tra questi ci sarebbero molti uomini delle istituzioni. Dalle investigazioni sono emersi anche solidi legami con le cosche vibonesi e reggine, tanto che affiliati della cosca erano presenti anche a Polsi, in occasione degli annuali festeggiamenti della Madonna, tristemente noti per essere occasione di incontro tra esponenti delle diverse organizzazioni criminali. La cosca aveva anche interessi in Emilia Romagna, dove sono stati effettuati alcuni arresti. Nel corso dell’operazione sono stati anche effettuati dei sequestri di beni, tra cui una struttura ricettiva, un maneggio, una società per la distribuzione di slot machine e le società di servizi attraverso le quali la cosca controllava la gestione delle attività interne di importanti villaggi turistici.

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