Catanzaro: ‘ndrangheta, estorsioni ed usura, 25 arresti

Carabinieri e polizia di Catanzaro si sono mossi assieme, a partire dalla notte, per portare in carcere 25 tra capi e gregari della cosca Gallace-Gallelli, operante tra Guardavalle e Badolato, nel basso ionio catanzarese, ma con ramificazioni anche in Lombardia. Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, estorsioni, usura, traffico di stupefacenti e armi. Sono state accertate anche le responsabilità in un’estorsione ad una ditta emiliana, impegnata nei lavori di costruzione del porto di Badolato. Importanti, per questa operazione, le dichiarazioni del pentito Antonino Belnome. Nell’inchiesta sono coinvolti anche professionisti ed imprenditori. La cosca sarebbe stata in grado di infiltrarsi nelle istituzioni, in particolare nell’ufficio tecnico comunale di Badolato. La Dda di Catanzaro aveva chiesto anche una misura cautelare per il sindaco, Giuseppe Nicola Parretta, sospettato di aver avuto legami economici con appartenenti alla cosca. Per il gip, dopo l’esito favorevole della competizione elettorale, il primo cittadino sarebbe invece entrato in contrasto con il clan che pure aveva contribuito alla sua elezione. Il sindaco resta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Le indagini hanno fatto emergere come alcuni affiliati fossero a conoscenza delle attività delle forze dell’ordine. Potrebbe dunque esserci una “talpa”.

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