Catanzaro: ‘ndrangheta, confiscati beni per 7 milioni ad imprenditore lametino


La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro ha confiscato beni per 7 milioni di euro a Francesco Cianflone, imprenditore di Lamezia Terme ritenuto contiguo alla cosca Giampà, già arrestato nel 2013 nell’ambito dell’operazione “Piana” per associazione per delinquere di stampo mafioso. I beni confiscati comprendono le quote e il compendio aziendale di una società operante nel settore edilizio, 140.000 metri quadri di terreni prevalentemente agricoli, un appartamento, 37 beni mobili e immobili, tra i quali numerosi mezzi da cantiere, e 23 rapporti finanziari. Nell’ambito dell’operazione, gli investigatori della Dia, coordinati dalla DDA di Catanzaro, hanno ricostruito, anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, la fitta rete di interessi economici che legava una certa imprenditoria agli ambienti della criminalità organizzata locale. La confisca di oggi arriva proprio quando la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la confisca di beni per un valore di circa 200 milioni di euro ad un altro imprenditore lametino, Salvatore Mazzei, coinvolto e poi assolto in un’inchiesta di ‘ndrangheta.

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