Catanzaro: ‘ndrangheta, traffico internazionale di droga, 44 arresti

I carabinieri hanno eseguito, in diverse località italiane ed estere, un’operazione che ha portato in manette più di 40 persone, presunte appartenenti ad un’organizzazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Aveva le sue basi nel vibonese, legata alla cosca della ‘ndrangheta dei Mancuso, ma poteva vantare anche la partecipazione di un gruppo albanese, con sede a Fiano Romano, nel Lazio. Le aree di origine del traffico sono state individuate in Venezuela, Colombia e Cile. La droga arrivava in Spagna e poi in Italia, per essere destinata anche all’estero. Dalle indagini è emerso che per il trasporto della cocaina venivano utilizzati diversi sistemi, alcuni dei quali molto originali. Ad esempio, in Colombia, ingenti quantitativi di tessuto e vestiti venivano imbevuti, attraverso un procedimento chimico, della cocaina. Quando giungevano in Italia, venivano portati a Spilinga, nel vibonese, dove era stata allestita, in un casolare abbandonato, un’apposita raffineria che effettuava il procedimento inverso per recuperare la droga. A Spilinga c’era proprio una persona, proveniente dal Venezuela, chiamata dai componenti dell’organizzazione “il chimico”, che aveva il compito di coordinare le procedure per estrarre la droga. I carabinieri hanno anche scoperto un carico di pavimenti che aveva nella parte sottostante la cocaina grezza, che era parte integrante delle piastrelle. Quando il carico giungeva a destinazione, le piastrelle venivano staccate dalla droga grezza e questa veniva raffinata e tagliata. Ma la droga poteva viaggiare anche all’interno di travi di legno. Le indagini si sono avvalse anche dell’impiego di due carabinieri sotto copertura, che hanno lavorato per 10 anni come infiltrati nell’organizzazione. Fu costituita un’apposita società di copertura con la quale i militari si finsero imprenditori e presero contatti con i colombiani. Con il loro aiuto sono stati individuati i componenti dell’organizzazione e sequestrati ingenti quantitativi di droga. Gli scenari raccontati dai due militari sono di estrema violenza, con i narcotrafficanti sempre più sospettosi e pronti ad uccidere con facilità chiunque cercasse di impedire le loro attività. Nel corso della fase investigativa c’è stato anche il sequestro, in Spagna, di uno dei referenti delle cosche della ‘ndrangheta, solo per il sospetto che non riuscissero a far fronte al pagamento della droga. La vicenda si era poi risolta con l’arrivo del carico di cocaina ed il relativo pagamento. Un ex broker della droga, Domenico Trimboli, ora collaboratore di giustizia, ha consentito ai carabinieri del Ros di Catanzaro di decifrare il linguaggio con il quale i narcotrafficanti colombiani facevano riferimento ai carichi di cocaina da spedire in Italia.

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