Cosenza: ‘ndrangheta, 7 medici indagati per boss scarcerati

Le Direzioni Distrettuali Antimafia di Catanzaro e di Reggio Calabria hanno emesso sette informazioni di garanzia nei confronti di alcuni medici che avrebbero redatto perizie di favore, consentendo ad affiliati e boss di 4 cosche della ‘ndrangheta di ottenere la scarcerazione per motivi di salute. Diverse le perquisizioni effettuate in alcune cliniche del cosentino e negli studi medici degli indagati. Ad essersi avvantaggiati delle perizie mediche non veritiere sarebbero stati appartenenti alle cosche Pelle di San Luca, Arena di Isola Capo Rizzuto, Forastefano di Cassano Jonio e Mantella di Vibo Valentia. Due dei sette medici sono indagati per concorso
esterno in associazione mafiosa. Si tratta di Luigi Arturo Ambrosio, 74 anni, e Franco Antonio Ruffolo, 57 anni, rispettivamente dirigente e psicologo della casa di cura Villa Verde di Cosenza. Ambrosio e Ruffolo avrebbero favorito Andrea Mantella e Francesco Scrugli, esponenti di spicco della ‘ndrangheta, nel periodo in cui sono stati ricoverati nella clinica, mettendo anche a loro disposizione utenze telefoniche e locali per svolgere riunioni con altri affiliati alle cosche. Gli altri medici indagati nell’inchiesta sono Guglielmo Quartucci, proprietario e direttore sanitario della casa di cura Villa degli Oleandri di Mendicino, nel cosentino; Vincenzo Cesareo, direttore sanitario dell’ospedale di Praia a Mare; Gabriele Quattrone, Wanda Raho e Massimiliano Cardamone. Cesareo, che è stato candidato con la lista Socialisti Uniti alle scorse regionali, ma non è stato eletto, si sarebbe anche rivolto al boss Giuseppe Pelle per dirimere alcune questioni legate alle candidature all’interno del proprio partito.

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