Catanzaro: le aree a rischio idrogeologico della Calabria

Non c’è nessun luogo della Calabria che non necessiti di particolare attenzione, quando c’è un’allerta meteo. Lo hanno detto più volte i responsabili della Protezione Civile regionale, che sottolineano sempre che la Calabria è tutta un’area a rischio. E negli ultimi anni, dal Pollino allo Stretto, queste affermazioni hanno trovato purtroppo conferma: gli eventi catastrofici sembrano essere anche diventati più frequenti. Colpa degli incendi, dicono gli esperti, che lasciano il terreno senza alberi e quindi senza più l’ancoraggio costituito dalle radici. Ma è anche colpa dello spopolamento delle aree rurali, abbandonate a se stesse. Ricordiamo alcuni degli eventi disastrosi più eclatanti degli ultimi anni.
Marzo 2005: dopo una pioggia durata due settimane, viene giù un’intero centro abitato: è la frazione Cavallerizzo di Cerzeto, nel cosentino, che scivola, letteralmente, a valle. Solo per un caso fortuito non ci sono vittime, visto che la popolazione ha avvertito per tempo i tremori del terreno. Ma ci sono 400 sfollati. Solo di recente una parte di loro ha avuto una nuova casa.
Gennaio 2009: piove da una settimana e una frana improvvisa si abbatte sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi di Rogliano. Sfortuna vuole che proprio in quel tratto e in quel momento transiti un pullmanino con a bordo diverse persone. Per due di loro non c’è nulla da fare: muoiono sepolte dal fango.
Febbraio 2010: a Maierato, nel vibonese, un’intera collina, che sovrasta il paese, va in liquefazione. Un evento rarissimo, diranno gli esperti, in cui ha grande colpa la struttura stessa del terreno. Ma anche l’assoluta mancanza di prevenzione e di controllo. Per fortuna non ci sono vittime.
Novembre 2010: nella piana di Gioia Tauro esonda il torrente Budello. Accade di giorno e solo per questo non ci sono vittime, ma per una settimana tutta l’area resta paralizzata: case non raggiungibili, centinaia di sfollati, attività economiche sospese. Danni incalcolabili. Oggi il torrente viene monitorato elettronicamente, 24 ore al giorno.
Marzo 2011: a Reggio Calabria, un pensionato di 69 anni viene travolto da una frana mentre è a bordo della sua auto. Non c’è nulla da fare, per lui. L’auto viene trascinata dal fango nel torrente Pettogallico. Si ribalta più volte. Gli stessi soccorritori impiegano molto tempo per raggiungere il luogo della tragedia.
Ogni volta, dopo un evento simile, le polemiche si susseguono, ma solo per qualche giorno. Poi l’uomo scorda tutto. In attesa di una nuova allerta meteo.

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