Catanzaro: eolico, indagini chiuse, 30 indagati e 17 archiviazioni

La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini nei confronti di 30 indagati, tra cui tre societa’, politici, imprenditori e funzionari della Regione Calabria, coinvolti nell’inchiesta sulla realizzazione di parchi eolici. Il Pm Carlo Villani ipotizza anche il pagamento di una tangente. I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere, corruzione, falso e abuso. La Procura ha chiesto anche l’archiviazione per la posizione di 17 indagati: l’ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, l’ex assessore regionale all’ambiente della giunta di centrosinistra, Diego Tommasi, l’imprenditrice Enza Bruno Bossio, l’ex leader del Psdi Renato D’Andria e poi Rosaria Claudia Longo, Carlo Copat, Francesco Bitonte, Antonio Marasco, Stefano Casale, Antonio Speziali, Giorgio Marincola, Luca Iviani, Giovanbattista Lopreiato, Giuseppe Mazzitello, Domenico Antonio Basile, Paolo Giovanni Pagliuso Fabiano e Angelo Gangi. Le indagini hanno avuto inizio nel 2006, quando la Procura di Paola dispose delle intercettazioni telefoniche nei confronti dell’imprenditore Mauro Nucaro, amministratore della societa’ Cesp Calabria, che opera nel settore dell’energia eolica. Dalle intercettazioni sarebbero emersi una serie di reati commessi da politici e funzionari della Regione relativamente alla realizzazione dei parchi eolici in Calabria. In particolare, le indagini si concentrarono sul presunto pagamento di una tangente (di 2 milioni e 400.000 euro, di cui 912.000 versati, secondo l’accusa, attraverso 11 bonifici bancari), per la realizzazione del parco eolico ‘Pitagora’ di Isola Capo Rizzuto e per l’adozione da parte della Regione Calabria delle ‘Linee guida sull’eolico’. Nelle due vicende sono coinvolti anche esponenti del gruppo Erg, che avrebbero pagato del denaro per ottenere i due provvedimenti. Successivamente Nucaro e’ stato sentito dagli inquirenti ed ha fornito una serie di dichiarazioni che riguardano la realizzazione di altri parchi eolici, in particolare nell’area del cosentino. Dopo quasi tre anni d’indagine, i magistrati di Paola decisero di trasmettere tutti gli atti, consistenti in 126 faldoni, alla Procura di Cosenza, ritenuta competente per territorio. Nel febbraio del 2010 i Pm di Cosenza decisero a loro volta di inviare l’inchiesta alla Procura di Catanzaro, ritenendola competente per territorio in quando i reati sarebbero stati commessi nel capoluogo calabrese. La Procura di Catanzaro ha emesso due avvisi di conclusione indagini. Il primo riguarda la vicenda delle linee guida regionali ed il parco eolico di Isola Capo Rizzuto e vede coinvolte nove persone e tre societa’. Tra gli indagati ci sono l’ex vice presidente della giunta regionale di centrosinistra, Nicola Adamo; l’amministratore e socio della Piloma srl, Saigese SpA e Loda Service, Giancarlo D’Agni, ritenuto dall’accusa stretto collaboratore di Adamo; l’imprenditore Mauro Nucaro; l’ex dirigente esterno del settore commercio artigianato ed energia del dipartimento economia della Regione, Carmelo Misiti. La seconda conclusione indagine riguarda la realizzazione di parchi eolici nel cosentino. Tra gli indagati ci sono funzionari e dirigenti della Regione, tra cui l’ex direttore generale dell’assessorato all’ambiente, Giuseppe Graziano. Un terzo filone d’indagine, nel quale si ipotizzano reati non collegati alle vicende dell’eolico, e’ stato trasmesso alla Procura di Cosenza, competente per territorio.

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