Catanzaro: furto plichi Università Magna Graecia, indagini chiuse

Chiuse le indagini sul furto dei plichi contenenti i test di ammissione alla facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il sostituto procuratore Paolo Petrolo contesta a 21 indagati le accuse di peculato, falsità ideologica e ricettazione. L’inchiesta fu avviata nel settembre del 2007, dopo che l’allora rettore dell’Università, Francesco Saverio Costanzo, presentò alla Procura di Catanzaro un esposto per denunciare la manomissione dei plichi in cui erano contenuti i test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Gli esperti della scientifica riuscirono a trovare un’impronta digitale attribuita a Valter Mancuso, l’addetto alle pulizie dell’Università. Nel prosieguo delle indagini gli inquirenti arrivarono a ipotizzare un vero e proprio sistema che si sarebbe protratto negli anni. L’attività illecita scoperta dagli inquirenti riguardava anche gli esami scritti. Il 15 marzo del 2010 un’ordinanza del gip Tiziana Macrì aveva portato in carcere Valter Mancuso e Antonio Cuteri, assistente tecnico addetto alle aule, arrestati già in passato nell’ambito di una prima tranche dell’inchiesta. E ci furono poi altri provvedimenti. Mancuso, per il solo furto compiuto nel 2007, è già stato condannato in appello a due anni e quattro mesi. Sempre per lo stesso episodio, in primo grado è stato condannato Antonio Cuteri, alla pena di tre anni e nove mesi.

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