Catanzaro: fu abbandonata su una barella, indagini chiuse per 11

La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini per 11 persone, tra medici, infermieri ed ostetriche del reparto di Ginecologia dell’ospedale del capoluogo calabrese. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero lasciato in condizioni di abbandono su una barella per tre giorni una paziente prima e dopo un aborto. I reati ipotizzati sono di abbandono di incapaci, lesioni e omissioni in atti d’ufficio. Il 17 marzo del 2010 una paziente, incapace per una malattia, venne ricoverata nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale ‘Pugliese’ di Catanzaro per essere sottoposta ad un intervento per l’interruzione volontaria di gravidanza, a causa di una malformazione del feto. La donna venne sistemata su una barella, posta nella corsia del reparto dell’ospedale. L’intervento duro’ oltre 20 ore, per poi essere sospeso e quindi ripreso due giorni dopo. Durante la fase di travaglio e del successivo parto, la paziente venne lasciata in corsia e, secondo gli inquirenti, senza ricevere assistenza medica. Solamente dopo due giorni dall’aborto la donna venne sottoposta ad una visita medica, per poi essere dimessa. Durante il ricovero, inoltre, la donna ha riportato anche una trombosi alla gamba sinistra, provocata, verosimilmente, dalla mancata asportazione di ”materiale abortivo endocavitario”. Nelle indagini della Procura di Catanzaro vengono contestati anche altri due casi di lesioni, per effetto di trombosi alle gambe, nei confronti di altre pazienti ricoverate nel reparto di ginecologia.

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