Catanzaro e Lamezia Terme: una giornata di lotta per la sopravvivenza


La Calabria oggi è esplosa: manifestazioni durissime di protesta si sono registrate sia a Catanzaro che a Lamezia Terme. A Catanzaro, in piazza sono scesi i lavoratori delle strutture socio-assistenziali, che non ricevono emolumenti dalla Regione da circa un anno. Si parla di 500 diverse strutture con migliaia di dipendenti. E ancora di più pazienti che stanno per essere abbandonati a se stessi. Una vera tragedia. Come è senz’altro una tragedia quella che si sta consumando ai danni dei lavoratori che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, percepire i sussidi della mobilità in deroga. Alcuni però non vedono un euro dalla fine del 2013. E oggi più di mille di loro hanno occupato l’aeroporto di Lamezia Terme. E sono solo una piccola rappresentanza dei circa 40.000 lavoratori interessati dal percepimento dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”. Polizia schierata in assetto antisommossa, contro padri di famiglia che brandivano striscioni e bandiere, accompagnati dagli esponenti dei sindacati. Un’azione di forza che è stata decisa dopo che, da settimane, si sta protestando, finora inutilmente, in diverse parti della regione. Loro sono le vittime dello scaricabarile che, in questi casi, vede protagonisti governo centrale e governo regionale, rei di aver promesso e mai mantenuto. Peccato che sia stata anche danneggiata una parte dell’aeroporto, e questo non doveva accadere. Come non doveva accadere che incolpevoli viaggiatori pagassero le conseguenze della protesta, con ritardi e tanta paura. Ma la disperazione porta anche ad eventi di questo tipo, ai quali speriamo di non doverci abituare. Ma come condannare chi cerca di avere pochi euro quando si hanno solo notizie di furbacchioni che hanno derubato, e lo fanno ancora, milioni e milioni di euro alla collettività? La rabbia, alla fine, esplode. E paga anche chi non ha colpe. La protesta è terminata quando è arrivata la notizia che, miracolosamente, Regione e governo hanno trovato il denaro per pagare subito tre mensilità arretrate. Ci domandiamo se si deve arrivare a tanto per far uscire dal cilindro i soldi necessari. Per avere i prossimi, cosa si dovrà distruggere, visto che questa sembra essere l’unica arma a disposizione dei disoccupati? Ah, ci stavamo scordando dei manifestanti di Catanzaro. Ma per le strutture socio-assistenziali, che purtroppo hanno proprio sbagliato la data della loro protesta, messa in secondo piano dai fatti di Lamezia, ancora ci sarà da soffrire.

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