Catanzaro: Dia, confisca di beni ad un imprenditore di Amantea

E’ stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, l’imprenditore Carlo Samà, 58 anni, al quale la Dia di Catanzaro ha confiscato beni per un valore di 8 milioni di euro. L’imprenditore, attivo nel settore della raccolta dei rifiuti, ma non solo, è finito nell’inchiesta denominata Nepetia, dall’antico nome di Amantea, la località del tirreno cosentino dove opera la cosca alla quale sarebbe legato, quella dei Gentile-Besaldo, che carabinieri e Guardia di Finanza colpirono pesantemente nel dicembre del 2007. All’epoca furono eseguite 39 ordinanze di custodia cautelare. Nella loro rete finirono nomi grossi, come il Re del Pesce di Cetraro, Franco Muto, ma anche un assessore di Amantea e alcuni sottufficiali di Finanza e Marina Militare. E furono indagati anche diversi esponenti della politica locale e regionale. Fu sequestrato l’intero porto di Amantea, che sarebbe stato controllato dal sodalizio criminale, e anche una motonave che faceva la spola con le Isole Eolie. Adesso la Direzione Investigativa Antimafia ha confiscato a Carlo Samà le quote sociali di sei note società, autoveicoli e mezzi industriali, rapporti finanziari e decine di beni immobili, tra i quali spicca una quota del noto Palazzo Florio, un edificio baronale di Amantea risalente alla metà del 1700.

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