Catanzaro: archiviata l’inchiesta sulla “nave dei veleni”

Dopo tanti allarmi e i forti timori della popolazione, a due anni di distanza la DDA di Catanzaro mette la parola fine alla vicenda della “nave dei veleni”. Era solo un relitto della Prima Guerra Mondiale: questa la verità ufficiale, che però lascia molti dubbi. Le prime immagini della nave, diffuse nel settembre del 2009, mostravano inquietanti ombre, che addirittura sembravano teschi. E c’era il pentito di ‘ndrangheta, Francesco Fonti, che giurava che questa fosse proprio la Cunsky, una nave che conteneva scorie tossiche e che lui stesso, con la complicità degli uomini della cosca Muto di Cetraro, aveva fatto affondare con delle cariche di dinamite. Si susseguirono ricerche ed indagini, analisi e altre riprese video. Poi si sarebbe scoperto che questo era solo il relitto di una nave affondata nel 1917 da un sottomarino tedesco. Ora il procuratore della DDA di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, ha chiesto al Gip di archiviare l’inchiesta. Francesco Fonti avrebbe mentito. Anche se non si esclude che la ‘ndrangheta possa avere un ruolo nello smaltimento di rifiuti tossici. Il collaboratore di giustizia si era accusato dell’affondamento di tre navi. Curioso è che laddove Fonti indicava l’affondamento presunto della Cunsky, fu ritrovato questo relitto; laddove invece, a Maratea, indicava l’affondamento di un’altra nave dei veleni, fu ritrovato un relitto sconosciuto di un’antica nave romana, con tanto di anfore. Qualcuno quindi ancora sospetta che non tutto sia stato chiarito in questa vicenda.

Potrebbero interessarti anche...