Catanzaro: archeologia, maxi operazione contro traffico di reperti


C’era anche lo zampino della ‘ndrangheta nel furto e la conseguente vendita illegale di un ingente patrimonio di reperti archeologici. I carabinieri, con l’operazione “Purgatorio”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, hanno arrestato 4 persone, tra cui il boss Pantaleone Mancuso e un noto archeologo. Coinvolto anche un trafficante elvetico di opere d’arte. Arresti, perquisizioni e sequestri sono stati effettuati nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Napoli, Avellino, Roma e Asti. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche metal detector e altro materiale utilizzato dall’organizzazione criminale per la ricerca di reperti archeologici. L’indagine è stata molto complessa. Sottolineato il ferreo controllo del territorio che assicurava la cosca della ‘ndrangheta dei Mancuso. Per esempio, nessuno si sarebbe accorto che era stato scavato un tunnel sotto la città, che dal garage di un’abitazione nelle vicinanze del tribunale di Vibo Valentia, conduceva fino alle viscere della città antica di Hipponion. I tombaroli hanno anche gravemente danneggiato i beni storici che hanno trovato e depredato. La DDA sottolinea, infine, quanto sia difficile contrastare il crimine senza avere a disposizione delle forze adeguate.

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