Sibari: imprenditore agricolo ucciso a colpi di fucile


L’agguato è di tipico stampo mafioso. Ma lui, Francesco Ciappetta, 54 anni, la vittima, era noto solo per piccoli fatti di cronaca, legati ad un’inchiesta sugli aiuti comunitari alle imprese agricole. Eppure è stato freddato come si fa nelle guerre di mafia, negli scontri tra le cosche. I killer lo hanno atteso al suo rientro a casa, in una contrada di Sibari. Non erano neanche le otto di sera. Un’auto avrebbe affiancato la BMW dell’imprenditore agricolo, che si era fermato davanti al cancello, prima di entrare. L’assassino ha poi fatto fuoco, due volte, forse con un fucile da caccia. Ciappetta non è morto subito, anche se gravemente ferito. I suoi familiari, moglie e tre figli, che hanno distintamente sentito gli spari, lo hanno soccorso come hanno potuto e poi l’hanno portato nell’ospedale di Rossano. Ma per lui non c’è stato nulla da fare. L’omicidio non sembra avere ancora una chiara matrice. Certo è che nel cosentino, dopo gli arresti dei boss eccellenti, effettuati dalla DDA tra i diversi schieramenti criminali, adesso si cerca un nuovo assetto. Ora che le cosche storiche dei Forastefano e degli Abbruzzese appaiono colpite e fiaccate, forse sta sorgendo un nuovo clan. Che vuole subito mostrare i denti, in una zona che è uno dei motori dell’economia calabrese.

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