Buenos Aires: ‘ndrangheta, catturato boss Pantaleone Mancuso


Il presunto boss della ‘ndrangheta Pantaleone Mancuso, 53 anni, detto “l’ingegnere”, è stato bloccato lo scorso 29 agosto alla frontiera tra l’Argentina e il Brasile. Lo rende noto solo oggi la gendarmeria argentina, precisando che nel momento della cattura Mancuso aveva con sé la somma in contanti di 100.000 euro. Era ricercato dall’aprile scorso per il duplice tentato omicidio della zia e del figlio di quest’ultima, all’origine del quale vi sarebbe stata una vera e propria faida familiare per la gestione degli affari illeciti. Il marito della donna, Antonio Rizzo, è scomparso invece alcuni anni fa e, secondo gli investigatori, sarebbe rimasto vittima di un caso di lupara bianca. Pantaleone Mancuso, che ha anche un cugino omonimo, detto “scarpuni”, è stato già condannato in passato per associazione mafiosa a seguito dell’operazione “Dinasty”. Mancuso è stato preso nella città argentina di Puerto Iguazù, al confine con il Brasile, mentre cercava di entrare nel paese a bordo di un bus turistico. Aveva un documento argentino falso, intestato a tale “Luca de Bortolo”. Mancuso è nato a Limbadi, nel vibonese, e la sua vera identità è emersa solo a seguito dei diversi controlli poi effettuati con le impronte digitali. L’Interpol argentina lo ha tratto in arresto lunedì scorso. La Dda di Catanzaro ha già avviato le pratiche per la sua estradizione in Italia.

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