Brancaleone: ‘ndrangheta, sequestrato grande complesso turistico

Tutto è partito da un controllo casuale, effettuato dalla Guardia di Finanza su un’auto che stava sbarcando, nel porto di Bari, da un traghetto che arrivava dall’Albania. Sull’auto c’erano 4 persone, tutte di San Luca. E avevano con loro le planimetrie di un grande complesso turistico-alberghiero: il “Gioiello del Mare”, che stava per nascere sulla spiaggia di Brancaleone, nella Locride. Agli investigatori la fortuita scoperta è servita per far quadrare il cerchio con altre indagini già in corso. E così si è arrivati a mettere le mani sul business milionario che le famiglie Aquino e Morabito avevano messo in piedi per ripulire gli enormi flussi di denaro proveniente dai traffici illeciti. Questo complesso, che adesso è stato sequestrato, vale 200 milioni di euro ed è finito al centro dell’indagine denominata “Metropolis”, che nel marzo scorso ha svelato come le cosche, dal 2005 ad oggi, si siano assicurate la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali ubicati nelle più belle aree balneari calabresi. Cinque tra imprenditori e pubblici funzionari sono stati denunciati a piede libero per abuso d’ufficio e falsità ideologica, aggravati dalla finalità di agevolare l’attività della ‘ndrangheta, oltre che per reati paesaggistici ed urbanistici. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, hanno infatti portato ad accertare che il complesso turistico sorge in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

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