Bologna: ‘ndrangheta, operazione “Aemilia”, nuovi arresti e sequestri


Nuova tranche dell’operazione “Aemilia”, che a gennaio aveva portato all’esecuzione di 117 arresti. I carabinieri hanno eseguito, in Emilia-Romagna e Lombardia, misure di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna nei confronti di nove persone, di cui tre esponenti della ‘ndrangheta emiliana attiva tra Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Modena e operante anche a Verona, Mantova e Cremona. Sequestrate anche società, beni e attività commerciali che erano nella disponibilità diretta della cosca, per oltre 330 milioni di euro. Decine le perquisizioni effettuate sul territorio nazionale, anche a carico di liberi professionisti. Le perquisizioni hanno interessato anche tre avvocati, non indagati. C’è anche Nicolino Grande Aracri, considerato il boss della cosca di Cutro, nel crotonese, attiva tra la Calabria e l’Emilia, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, così come anche insospettabili prestanome, accusati di trasferimento fraudolento di valori e reimpiego in attività economiche di denaro, beni e altre utilità provento di attività illecite. Al centro delle indagini, condotte dai carabinieri dei comandi provinciali di Modena e Parma, oltre che dal Ros di Roma, l’infiltrazione della ‘ndrangheta emiliana nel tessuto economico nazionale e locale, attraverso la costituzione di varie società. Gli investigatori, a quanto si apprende, stanno portando avanti accertamenti nei confronti di alcune delle imprese sotto sequestro per degli investimenti effettuati in Africa, in Costa d’Avorio. Dalle intercettazioni effettuate, si evincerebbe anche che ormai gli affiliati alle cosche sarebbero migliaia, nel nord Italia.

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