Bisignano: un piccolo di cicogna morto per colpa dell’uomo

I volontari della LIPU sono impegnati, in questo periodo, nelle operazioni di inanellamento, condotte con gli esperti dell’Ispra. Oggetto della loro attenzione sono gli esemplari di Cicogna Bianca, che nidificano nella valle del Crati e nella Sibaritide, scegliendo la vetta dei tralicci dell’energia elettrica. Il “Progetto Cicogna Bianca”, lanciato dalla LIPU e al quale collabora anche l’Enel, ha permesso di installare decine di piattaforme artificiali su vari tralicci e oggi sono ben 30 le coppie che vi nidificano regolarmente. Le nascite sono state oltre 600 dal 2003. Ma qualcosa, a volte, va storto. Per colpa dell’uomo. Le immagini di Francesco Pacienza mostrano i tecnici dell’Enel, tra di loro anche una donna, impegnati nei consueti controlli, ma che questa volta hanno fatto scoprire, nel territorio di Bisignano, un nido che ospitava anche un piccolo morto. E’ rimasto impigliato in una matassa di fili di nylon. Ed è morto strangolato. Le cicogne, infatti, per realizzare il nido raccolgono ciò che trovano. Anche i rifiuti. E anche tanta plastica. E così l’uomo diventa, per la sua sciatteria, causa di morte per questi straordinari animali. Per fortuna il suo fratellino, anche se ferito ad una zampa, invece è sopravvissuto. E’ stato liberato, non senza fatica, dal filo di nylon, troppo resistente perché potesse reciderlo da solo. Ora gli è stato applicato, sulla zampa non ferita, l’anello identificatore il cui codice verrà inserito in una banca dati accessibile ai ricercatori di tutto il mondo, per tracciarne gli spostamenti e valutare anche l’età dell’esemplare.

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