Amantea: truffe, 5 indagati per false fatture


Cinque persone sono state denunciate dalla guardia di finanza di Amantea per false fatture e truffa ai danni della Regione Calabria e della Provincia di Cosenza. I finanzieri della tenenza di Amantea hanno eseguito anche, in diverse regioni, un decreto di sequestro per equivalente per più di un milione e seicentomila euro nei confronti delle 5 persone, residenti nelle Province di Cosenza, di Roma e di Siena, per evasione di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e per truffa. Sequestrati anche 77 immobili e 16 conti correnti. Le fiamme gialle avrebbero scoperto un sofisticato meccanismo di false fatturazioni, per circa 9 milioni di euro, emesse da una serie di società, due delle quali estere, fittiziamente create al solo scopo di rendere più difficoltose le indagini, ma anche enti morali e associazioni no profit, intestate a prestanome, per evadere le imposte e creare un indebito credito Iva nei confronti dell’Erario. Il falso credito di imposta veniva poi utilizzato per compensare debiti da ritenute d’acconto mai versate. Una parte delle false fatture, infatti, sarebbe stata utilizzata come giustificativo di spesa nell’ambito di un progetto di formazione professionale per l’apprendistato relativo a servizi turistici e per l’agricoltura. Tra gli indagati c’è anche Rocco Giusta, 52 anni, commercialista, fino a ieri assessore al bilancio della cittadina tirrenica. Gli altri indagati sono un imprenditore di Amantea di 59 anni, già noto per precedenti specifici, e i tre legali rappresentanti delle società ed associazioni coinvolte: una donna ucraina, di 34 anni, di Roma, un’altra donna di 48 anni e un uomo di 79 anni, entrambi residenti a Siena.

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