Agricoltura, la Cia a sostegno degli apicoltori calabresi

A seguito del rilevamento della presenza del coleottero Aethina Tumida nell’area del Comune di Gioia Tauro, la Direzione Generale della sanità animali del Ministero della Salute con nota del 12 settembre 2014 ha predisposto la distruzione degli apiari nei quali ne è stata rilevata l’infestazione. Nella prima fase gli apicoltori dell’area interessata, in osservanza di una disposizione ministeriale, nonché di un Decreto del Presidente della Giunta Regionale, sia pur con grave sofferenza, hanno subito la distruzione delle arnie infette auspicando che fosse la risoluzione del problema. A distanza di mesi il provvedimento adottato non sembra aver dato risultati soddisfacenti, né tanto meno gli apicoltori che hanno subito la distruzione sono stati indennizzati e messi nelle condizioni di poter riavviare l’attività. Il Presidente regionale della Cia Nicodemo Podella, invita tutti a fare un passo avanti rispetto alle posizioni che si erano delineate all’inizio dell’emergenza, anche in considerazione dell’accesa protesta che sta rapidamente crescendo, non solo nell’area di Gioia Tauro ma anche in altre provincie, ma sopratutto nell’interesse e per la salvaguardia del settore apistico calabrese. E’ tempo di prendere atto, per Podella, che le misure adottate dal Ministero non hanno prodotto riscontri significativi circa l’eliminazione del coleottero nell’area interessata, e pertanto necessita un cambio di strategia. Chiedo al Presidente Oliverio, a nome di tutta la Confederazione Italiana Agricoltori un sollecito intervento nei confronti del Ministero della Salute affinché venga modificato il decreto 19 novembre 2014 che impone la distruzione delle api perché si adotti, invece, un nuovo piano di contenimento basato sull’utilizzo di metodi di prevenzione attraverso la disinfestazione del terreno e l’utilizzo di trappole. Va da sé che nel piano di contenimento debbono essere autorizzati solo prodotti e tecniche che, in nessun caso, possono compromettere la qualità del miele calabrese oggi molto apprezzato dai consumatori. La Cia sottopone, altresì, all’attenzione del Presidente Oliverio, prosegue Podella, la esasperante lentezza della burocrazia in alcuni servizi veterinari delle ASP in ordine alle autorizzazioni per la transumanza degli alveari. Tenuto conto del brevissimo periodo della fioritura, si chiede che i nulla-osta siano necessariamente concessi entro pochissimi giorni dalle richieste. La Cia ha da tempo messo, infine, in evidenza la drammaticità in cui versano le aziende che hanno avuto distrutte centinaia di arnie, di cui se ne chiede l’indennizzo a brevissimo, altrimenti tali aziende saranno costrette alla chiusura definitiva dell’attività con conseguente grave danno economico ed ambientale. Gli apicoltori possono stare certi che la Cia, conclude Podella, porterà queste rivendicazioni al tavolo di confronto sull’apicoltura aperto con il Presidente Oliverio, e saprà fare valere le ragioni di un settore che rappresenta un autentico fiore all’occhiello dell’intero comparto agricolo calabrese.

Ufficio stampa – Cia Calabria

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