Reggio Calabria: ‘ndrangheta, 5 fermi per estorsioni ai lavori della 106

Cinque persone sono state fermate dai Carabinieri di Reggio Calabria, accusate di associazione di tipo mafioso, concorso in associazione di tipo mafioso e tentata estorsione aggravata dall’aver favorito un sodalizio mafioso. L’operazione, denominata “Affari di famiglia”, ha documentato l’infiltrazione delle cosche “Ficara-Latella” e “Iamonte” in un appalto per la realizzazione di un tratto della strada statale 106. Dalle intercettazioni dei Carabinieri, si capisce bene come il territorio sia stato diviso dalle cosche, che pretendevano dalle imprese il 4% dell’importo dei lavori. Queste intercettazioni non hanno sorpreso gli inquirenti. Il gruppo criminale consigliava a quali ditte rivorgersi per l’acquisto dei materiali, ditte ovviamente “vicine” alle cosche. Ma le imprese hanno denunciato quanto accadeva. I Carabinieri hanno eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 20 milioni di euro. Si tratta di 9 società, 22 tra appartamenti, fabbricati e terreni, 13 automezzi e decine di conti correnti bancari, depositi e polizze assicurative.

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