Reggio Calabria: ‘ndrangheta, contributi agricoli ad affiliati, 7 arresti


I carabinieri per la tutela agroalimentare, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di otto persone, colpite da 7 arresti e un obbligo di firma. L’accusa nei loro confronti è di associazione per delinquere e truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, aggravate dalla finalità di agevolare le consorterie mafiose. Gli indagati risultano intranei o contigui a sodalizi di ‘ndrangheta reggini, tra i quali i “Gallico” di Palmi, gli “Alvaro” di Sinopoli, i “Lo Giudice” di Reggio Calabria ed i “Laganà-Caia” di Seminara. Costoro, sostenuti dalla complicità di incaricati di pubblico servizio, ai quali pure è stato contestato il reato associativo, nel periodo 2010-2018 hanno beneficiato di contributi pubblici, erogati dall’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, per centinaia di migliaia di euro. Tra gli arrestati c’è anche Teresa Gallico, 70 anni, presunta affiliata all’omonima cosca di ‘ndrangheta di Palmi e detenuta dal 2010 in regime di 41 bis perché coinvolta nell’operazione “Cosa mia”. Gli accertamenti bancari hanno consentito di appurare che parte dei proventi venivano indirizzati al pagamento degli onorari dei difensori di Domenico Gallico, il pluriergastolano al vertice della cosca. La truffa che viene contestata è stata resa possibile grazie alla complicità di tre componenti del consorzio olivicolo “Conasco”, coinvolti nell’inchiesta nella loro qualità di incaricati di pubblico servizio e per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

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