Cosenza: inquinamento ambientale, sequestrato depuratore a Rende


La schiuma che vedete, nelle immagini dei carabinieri forestali, si formava nel fiume Crati, a causa degli scarichi incontrollati del depuratore di Contrada Coda di Volpe, a Rende. Anzi, scarichi fin troppo controllati, a dire il vero. Se non aveste capito bene, qui un dirigente dell’impianto telefona ad un operaio per dirgli che stanno arrivando dei controlli e che quindi il depuratore deve essere “preparato”. Cioè disposto nel funzionamento previsto dalla legge. Per tutti gli altri giorni dell’anno, a quanto pare, invece, attraverso dei bypass, l’impianto versava i suoi liquami direttamente nel fiume. Una pratica assolutamente dannosa, per l’ambiente e per la salute dei cittadini. Che, per fortuna, hanno denunciato. Anche a causa del cattivo odore che proveniva dalle acque del fiume. Tutto per non accumulare i fanghi reflui, che vanno poi smaltiti. E lo smaltimento costa caro. Così si preferiva aprire i bypass. L’impianto è stato sequestrato questa mattina, dopo che i carabinieri hanno visionato più di 5000 ore di filmati e ascoltato migliaia di telefonate, rilevando, in due mesi, 141 infrazioni. In sei sono adesso indagati. Si tratta del direttore dell’impianto, interdetto per 12 mesi dalle sue attività, alcuni operai e il loro coordinatore. Nessun arresto.

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