Cosenza: appalti truccati, eseguite 40 misure cautelari


Avevano creato più di un cartello: una vera associazione per spartirsi qualunque lavoro pubblico, con la collaborazione di diversi funzionari del Comune di Corigliano Calabro. A vincere gli appalti erano sempre le stesse ditte. E chi non vinceva, veniva “accontentato” con un 5% per non fare nulla e attendere il prossimo giro. La guardia di finanza ha eseguito 23 arresti, colpendo buona parte dell’imprenditoria della Sibaritide e sequestrando 11 società. Ma nell’operazione, denominata “Comune accordo”, e coordinata dalla Procura di Castrovillari, per altre 10 persone è stato disposto l’obbligo della firma e 7 funzionari del Comune di Corigliano sono stati sospesi dal servizio. Coinvolto anche un ex assessore del Comune. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata a turbare appalti pubblici ed altri reati contro la pubblica amministrazione. Guadagni indebiti vuol dire anche meno sicurezza per i cittadini. Guardate questa pista per non vedenti, che finisce su un muro. L’indagine nasce da una lettera che l’ex sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, ha inviato al prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, in cui si segnalavano stranezze sull’aggiudicazione degli appalti. Il prefetto ha segnalato alla Procura ciò che accadeva e la guardia di finanza ha poi iniziato le indagini, capendo bene cosa stesse accadendo, nonostante nelle intercettazioni si dicesse invece che i finanzieri non avrebbero capito. E così si è scoperto anche che una sola persona aveva 50 diverse imprese, con le quali partecipava a tutte le gare.

Potrebbero interessarti anche...