Reggio Calabria: ‘ndrangheta, fermati 4 noti imprenditori


Grazie a numerose intercettazioni e alle rivelazioni di alcuni pentiti, è stato svelato “un reticolato di cointeressenze criminali coltivate da spregiudicati imprenditori”. Scrivono così, gli inquirenti, parlando del fermo di 4 imprenditori reggini, accusati di essere vicini, se non affiliati, alla ‘ndrangheta. Si tratta di Carmelo Ficara, titolare di un’impresa di costruzioni, del socio Andrea Francesco Giordano e di Michele e Giuseppe Surace, padre e figlio, titolari del grande Bingo del quartiere Archi di Reggio Calabria. I 4 imprenditori, alcuni in procinto di lasciare la Calabria, avrebbero contato sull’appoggio delle più pericolose cosche cittadine per accumulare enormi profitti illeciti, riciclati poi in fiorenti attività commerciali. I carabinieri, che hanno operato con più di 100 uomini, hanno sequestrato 16 aziende, 120 appartamenti e 21 terreni, per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro. La Direzione Distrettuale Antimafia lo ha sempre detto: senza un tessuto economico e sociale apparentemente legale, la cosiddetta “zona grigia”, la ‘ndrangheta non potrebbe proliferare. E, grazie alle sale giochi, le cosche possono muovere ingenti cifre in contanti. L’operazione ha una doppia, se si vuole, denominazione: “Monòpoli” o anche “Monopòli”.

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