Crotone: ‘ndrangheta, colpita la storica cosca Arena

Un territorio in mano alla ‘ndrangheta. E c’è anche il parroco di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio, 70 anni, tra le persone coinvolte nell’operazione “Jonny”, che ha inferto un colpo mortale alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese. Il sacerdote è inchiodato da alcune intercettazioni. Così come Leonardo Sacco, 38 anni, Governatore della “Fraternita di Misericordia”. La cosca si sarebbe servita di lui per aggiudicarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione dei centri di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa, affidati poi ad imprese costituite apposta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti. L’inchiesta ha permesso di provare anche come la potente famiglia di ‘ndrangheta avesse acquisito una “posizione dominante” nel settore della raccolta delle scommesse. Una società operante in Italia con oltre 500 agenzie, e ramificata in tutto il mondo, avrebbe messo a disposizione, tramite il barese Francesco Martiradonna, 44 anni, i propri circuiti di gioco on line alla società Kroton Games, riconducibile alla cosca Arena, e determinando così volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro. La stessa cosca, coinvolta già in alcune operazioni che riguardavano la gestione dei parchi eolici, non ha mai cessato di vessare anche gli imprenditori che operano nel comparto turistico, sia nel crotonese che nel catanzarese. La DDA di Catanzaro si è avvalsa di più di 500 tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza per fermare 68 persone e sequestrare beni per più di 80 milioni di euro.

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