Cosenza: assenteismo e bancarotta, 16 misure cautelari

Sempre più sfrontati, i furbetti del cartellino. Eppure dovrebbero averlo capito che le forze dell’ordine, ormai, controllano gli uffici pubblici. E qualcuno sì che lo ha capito: sa della telecamera e timbra per tutti, ma senza farsi vedere in viso. Una cosa vergognosa. Oggi è la volta dell’Asp di Cosenza, dove ci sono venti indagati e un medico e tre infermieri, dell’unità di assistenza domiciliare integrata, sono stati interdetti dalle loro funzioni. Uno timbrava e gli altri si impegnavano in attività private, senza presentarsi al lavoro. Stesso copione nel Comune di San Vincenzo La Costa, dove gli indagati sono 16 e 8 impiegati hanno adesso l’obbligo di firma. Anche qui, il lavoro, evidentemente, puzzava. Adesso dovranno rispondere di truffa aggravata ai danni di Ente pubblico. Ma la guardia di finanza oggi ha posto ai domiciliari anche un imprenditore edile, che avrebbe portato volontariamente alla bancarotta la sua azienda, distraendone i beni, affidati a tre familiari, che sono stati interdetti dall’amministrare imprese. Eseguiti anche dei sequestri: magazzini, terreni, quote societarie e denaro. La ricostruzione dei fatti è stata particolarmente difficoltosa, perchè la documentazione contabile era stata distrutta e la sede della società risultava trasferita prima a Roma e poi in Romania.

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