Catanzaro: ‘ndrangheta, droga, decine di arresti

Associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti con l’aggravante delle finalità mafiose: queste le accuse formulate contro 47 persone, presunte affiliate alla cosca Cerra – Torcasio – Gualtieri, operante nel lametino. Ma i carabinieri hanno operato anche nel reggino, in Puglia e in altre regioni italiane. La DDA di Catanzaro ha documentato, con l’inchiesta “Dioniso”, l’esistenza di tre importanti piazze di spaccio, a Ciampa di Cavallo, Trempa e Capizzaglie, e l’impiego dei ricavi illeciti anche per il sostentamento dei membri della cosca detenuti e delle loro famiglie. Tra i destinatari del provvedimento figura anche il capo storico della cosca, Nino Cerra, 69 anni. In manette anche Sebastiano Strangio, 31 anni, definito elemento di spicco delle cosche del reggino. Proprio dalla ionica reggina i pusher lametini si rifornivano di cocaina ed eroina, mentre la marijuana, proveniente dall’Albania, veniva acquistata in Puglia. Sottolineato il ruolo svolto da un testimone di giustizia che ha collaborato alle indagini, un ex tossicodipendente finito nel mirino del clan per il mancato pagamento di mille euro. Dalle indagini è emersa una fitta rete di spacciatori e si è scoperto che una delle donne del gruppo organizzava anche dei veri e propri “coca party” nella sua abitazione.

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